Consorzio P.I.Chi.: patrimonio dell’industria italiana

Dal grande stabilimento LANCIA al Consorzio P.I.Chi.: WAYCO raccoglie la testimonianza dell’architetto Antonino Scordo

Consorzio P.I.Chi.: patrimonio dell’industria italiana

Dal grande stabilimento LANCIA al Consorzio P.I.Chi.: WAYCO raccoglie la testimonianza dell’architetto  Antonino Scordo

Nel cuore del territorio chivassese si trova un luogo che racconta oltre mezzo secolo di storia industriale italiana. Nato alla fine degli anni Cinquanta per sostenere l’espansione della LANCIA, lo stabilimento industriale di Chivasso – ora Consorzio P.I.Chi. è oggi uno dei più significativi esempi di riconversione industriale del Piemonte. WAYCO ha avviato la propria attività nel Consorzio, entrando  in un luogo che porta con sé una forte memoria industriale, una memoria tangibile quando si cammina in mezzo ai grandi capannoni che costituiscono il complesso.

Dal grande stabilimento LANCIA al Consorzio P.I.Chi.: WAYCO raccoglie la testimonianza dell’architetto Antonino Scordo

Per ricostruirne la storia abbiamo intervistato l’architetto Antonino Scordo, responsabile Urbanistica e Territorio dell’Unione Industriali di Torino e presidente della società consortile che gestisce il sito. La sua testimonianza offre uno sguardo privilegiato sulla trasformazione dell’ex stabilimento LANCIA: da grande fabbrica automobilistica a polo produttivo capace di accogliere nuove imprese e rilanciare l’economia locale. Dalla nascita nel 1959 alla riconversione in un vero e proprio “condominio industriale”, la vicenda del Consorzio P.I.Chi. dimostra come il recupero del patrimonio industriale possa diventare un’opportunità di sviluppo e continuità per il territorio. Ecco l’avvincente racconto dell’architetto Antonino Scordo.

Lo Stabilimento LANCIA di Chivasso nasce nel 1959 per espandere la produzione LANCIA fuori Torino. Che tipo di struttura era dal punto di vista architettonico? «Si trattava di una classica struttura industriale dell’epoca: una grande ossatura in acciaio con tamponamenti realizzati in pannelli contenenti cemento amianto. Quando abbiamo avviato la riconversione è stato necessario attivare un monitoraggio molto attento della dispersione dei materiali. I valori sono sempre rimasti entro i limiti di sicurezza, ma abbiamo comunque affrontato una bonifica molto impegnativa. Uno degli interventi più importanti ha riguardato infatti la rimozione dell’eternit dalle coperture e dalle superfici verticali. Parliamo di circa 220 mila metri quadrati di coperture, oltre ai tamponamenti verticali. È stata una bonifica di dimensioni davvero rilevanti, resa necessaria anche da un’ordinanza del Comune di Chivasso.»

Dal grande stabilimento LANCIA al Consorzio P.I.Chi.

Quando nasce l’idea di trasformare l’ex stabilimento in un nuovo polo produttivo? «L’idea nasce quando l’Unione Industriale di Torino, insieme ai sindacati e alla Provincia, stava studiando il modello dei poli integrati di sviluppo. Era un approccio innovativo: invece di distribuire le attività produttive sul territorio in modo frammentato, si immaginava di concentrare più aziende in un unico comparto per creare sinergie e economie di scala. La svolta arrivò con la decisione della Fiat di abbandonare lo stabilimento, ormai obsoleto per le nuove linee produttive. Ci siamo trovati davanti a una struttura che era già una piccola città. Aveva infermeria, ambulanza, autopompa dei vigili del fuoco, officine, falegnamerie, impianti energetici centralizzati. Da lì è nata l’idea di trasformarlo in una sorta di condominio industriale.»

In cosa consisteva questo modello? «L’obiettivo era creare un luogo dove l’imprenditore potesse concentrarsi esclusivamente sul proprio lavoro. Tutto il resto — servizi, manutenzione, infrastrutture — sarebbe stato gestito da un’entità centrale, il Consorzio P.I.Chi., pensato proprio come un organismo di coordinamento. Il consorzio non è un semplice luogo fisico, ma come una sorta di “cervello” gestionale capace di organizzare e governare l’intero sistema e dove ogni impresa avrebbe avuto autonomia produttiva, ma con servizi condivisi. Lo stabilimento disponeva già di grandi impianti centralizzati: una sola centrale termica, una sottostazione di trasformazione dell’energia. Si trattava di gestire queste infrastrutture e distribuirne i servizi alle aziende insediate».

Uno dei problemi principali riguardava i lavoratori? «Certamente. Lo stabilimento LANCIA impiegava oltre 7.000 persone nei momenti di massima attività. La chiusura avrebbe rappresentato un trauma sociale enorme.»

La riconversione ha cercato quindi di valorizzare le competenze già presenti? «Molte aziende che si sono insediate hanno attinto alle professionalità degli ex tecnici e operai Lancia: saldatori, specialisti dell’assemblaggio, della verniciatura. È stato un vantaggio per le imprese e allo stesso tempo un modo per riassorbire parte delle competenze del territorio.»

Dal grande stabilimento LANCIA al Consorzio P.I.Chi.: WAYCO raccoglie la testimonianza dell’architetto Antonino Scordo

Le aziende insediate appartengono soprattutto al settore automotive? «All’inizio il progetto prevedeva l’arrivo di realtà produttive anche molto diverse tra loro. Ricevemmo oltre sessanta richieste di insediamento da aziende interessate. Poi però Fiat fece una scelta strategica: trasformare il sito in un polo di fornitori legati alla filiera automobilistica. Questo non significa che lavorino esclusivamente per Fiat o oggi per il gruppo Stellantis. Molte si sono aperte anche ad altri mercati e ad altri costruttori.»

Qual è stato l’impatto sulla città di Chivasso? «Quando lo stabilimento LANCIA chiuse i battenti la città attraversò un momento molto difficile. Io ricordo ristoranti chiusi, saracinesche abbassate, una città quasi deserta; con l’arrivo delle nuove imprese la situazione è cambiata progressivamente. Ho visto rinascere attività economiche, riaprire locali, tornare vitalità nel centro urbano. Anche il grande mercato cittadino, che è una tradizione storica di Chivasso, ha ritrovato forza.»

Questa trasformazione ha modificato anche la struttura sociale della città? «Prima c’erano soprattutto operai e maestranze. Con l’arrivo di imprenditori e dirigenti si è creata una nuova capacità di spesa che ha avuto effetti positivi sull’economia locale.»

Il consorzio partecipa anche alla vita pubblica della città? «Il consorzio è una realtà completamente privata, composta da tre persone e partecipata dalle aziende consorziate. Tuttavia abbiamo sempre cercato di collaborare con il territorio. Negli anni il Consorzio si è adoperato per collaborare con la Pubblica Amministrazione locale e sono stati organizzati diversi eventi e iniziative. Abbiamo ospitato manifestazioni pubbliche, raduni di auto, giornate dedicate alla sicurezza, eventi con i vigili del fuoco. Quando l’amministrazione ci chiede di utilizzare gli spazi per iniziative aperte alla cittadinanza cerchiamo sempre di collaborare.»

Quanto pesa ancora oggi la memoria della LANCIA nella comunità locale? «Pesa moltissimo. Chivasso è stata profondamente segnata dalla presenza della Lancia. Ancora oggi esistono iniziative dedicate alla storia del marchio; ci sono associazioni che organizzano raduni di auto storiche LANCIA e per molti anni li abbiamo ospitati anche all’interno del complesso. La memoria industriale è ancora visibile anche nel paesaggio; c’è ancora la torre piezometrica dello stabilimento e per molti cittadini basta alzare lo sguardo verso quella struttura per ricordare l’insegna LANCIA che un tempo dominava il sito.»

Come vede  il futuro del parco industriale? «Il futuro è legato inevitabilmente alla trasformazione del settore automobilistico; le aziende del consorzio operano infatti in gran parte nella filiera automotive, oggi attraversata da cambiamenti profondi. Stiamo vivendo una fase complessa a livello europeo. Tuttavia gli imprenditori del nostro territorio hanno sempre dimostrato una grande capacità di adattamento. La resilienza delle imprese è una caratteristica storica del nostro sistema industriale. È quello che ha permesso anche a questo sito di rinascere dopo la chiusura dello stabilimento LANCIA.»

#ConsorzioPICHI #StabilimentoLanciaChivasso #automotive #Chivasso #WAYCO Unione Industriali Torino